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COMUNICATO STAMPA

RIFORMA DELLO SPORT E CONTRATTO DI LAVORODALL’ENTE BILATERALE E SINDACATI:


MILANO, 16 MAGGIO – “Gravi criticità e molteplici incertezze caratterizzano le condizioni di migliaia di lavoratori del comparto sportivo, prigionieri di una zona grigia priva di tutele e di diritti”. L’allarme è stato lanciato questa mattina a Milano, nel corso dell’incontro sulla “Gestione del lavoro sportivo” che si è svolto presso la Camera del Lavoro della Cgil. Un’iniziativa promossa dall’Ente Bilaterale Nazionale dello sport EBISport, con la partecipazione della Confederazione dello Sport-Confcommercio Imprese per l’Italia e di SLC-Cgil, Uilcom-UIL e Fisascat-CISL. Si è parlato, in particolare, del Contratto collettivo nazionale di lavoro alla luce della Riforma dello Sport, del ruolo dell’Ente bilaterale a sostegno dei lavoratori e delle imprese, e delle tante questioni ancora aperte riguardanti la riforma del settore.



In apertura i saluti del segretario della Camera del Lavoro di Milano, Massimo Bonini, il quale ha sottolineato come sia “necessario contrastare uno stereotipo che aleggia su alcune professioni, come quella del lavoratore sportivo, considerate alla stregua di hobby e non lavori, e riconoscere che lo studio, le competenze e le professionalità necessitano di tutele e retribuzioni adeguate”. A seguire l’intervento del presidente dell’Ente Bilaterale, Luca Stevanato, il quale ha evidenziato che la “riforma rappresenta un momento di svolta epocale, una rivoluzione per lo sport e per la figura del collaboratore sportivo”, e che “adesso il nostro obiettivo è quello di dotare il mercato del lavoro di uno strumento adeguato ed aggiornato attraverso la contrattazione collettiva”.



Fabio Scurpa, coordinatore nazionale Sport SLC-CGIL, ha ricordato che “i lavoratori dello sport sono circa 300mila e in larga parte sono retribuiti con contratti di collaborazione sportiva dilettantistica, ovvero con rimborso spese e senza tutele. Noi inseriamo lo sport in Costituzione – ha proseguito Scurpa - gli riconosciamo valore sociale e di prevenzione sul piano sanitario, però allo stesso tempo non ci occupiamo di chi è alla base di questo sistema”. In conclusione l’esponente della SLC-Cgil ha affermato che “non è accettabile che un settore, seppure in difficoltà, per continuare a vivere debba basarsi sul mancato riconoscimento dei diritti e delle tutele ai lavoratori”.


Il responsabile del settore Lavoro e Relazioni Sindacali di Confcommercio, Paolo Baldazzi, ha affermato che “certamente il contratto rappresenta un importante contenitore di regole e di welfare, e l’obiettivo comune è quello


di rinnovarlo”. Il Presidente di A.N.CO.T, Celestino Bottoni, è apparso piuttosto scettico in merito alla possibilità di estendere in tempi brevi tutele e diritti. Un punto di vista condiviso dal consigliere nazionale di EBISport, Valter Vieri, il quale ha ricordato come oggi siano “solo circa 40.000 i lavoratori sportivi strutturati, per i quali si applica il contratto del 2015, che ha dato una casa a questi lavoratori, mentre tutti gli altri finora sono stati considerati dei volontari con indennizzo. Ci sono poche speranze di arrivare in tempi brevi ad un p


rogetto strutturato, che garantisca le tutele previste per la generalità dei lavoratori in un contesto economico sostenibile – ha proseguito Vieri – mentre con rammarico evidenzia che il percorso della Riforma è iniziato nel 2019 e in oltre quattro anni non si è riusciti a definire che cos’è un lavoratore sportivo e quali siano i suoi diritti”. Per questo il compito dell’Ente Bilaterale di sostenere imprese e lavoratori nella formazione e nel welfare, sarà l’obiettivo del prossimo futuro, senza venir meno al compito di Osservatorio sull’applicazione del contratto e sull’apprendistato.



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